LA PARTENZA NON BASTA

La regola n.1 è fondamentale, ma non esaurisce il vostro compito per salvarvi dai guai.

L’atto di natura tributaria non è finito nel cassetto ed è ora nelle vostre mani.

Generalmente i ricorsi avverso gli avvisi di accertamento vanno proposti entro 60 giorni dalla loro notifica, ma ci sono altri atti che concedono un tempo minore. Quindi dovete stabilire il tempo che vi resta, per evitare danni irreversibili. Considerate che l’atto eventualmente da impugnare sia una bomba ad orologeria, con il timer che scorre e non si ferma mai, fino all’esplosione, cioè alla scadenza. Perciò tanto vale sbarazzarsene subito portandolo dal professionista di fiducia, dottore commercialista o avvocato tributarista, che avranno così modo di sfruttare tutto il tempo rimanente per esaminare l’atto e proporvi le eventuali soluzioni per evitare il pagamento. E ovviamente, tenere anche voi presente la scadenza, in modo da sollecitare chi di dovere a provvedere in merito.

REGOLA N. 2: FAI PARTIRE IL CONTO ALLA ROVESCIA